IPTV Streaming - Ultime Novità

Moderatori: Domins, televideo69

Rispondi
Avatar utente
Domins
Messaggi: 3464
Iscritto il: 18/07/2010, 20:13
Località: Palermo
Contatta:

IPTV Streaming - Ultime Novità

Messaggio da Domins »

Da oggi pomeriggio, partite le regolari trasmissioni in streaming di CANALE 2 MARSALA (TP) mentre da ieri, TELE ONE (PA) è passata nel formato video in Alta Definizione a 1920x1080.
RadioTV Sicilia e Scelta TV

Nazionali : Rai A=UHF 47 Rai B=UHF 67 Mediaset 1=UHF 68 Mediaset 2=UHF 53 La 7 Dahlia=UHF 37 La 7 TIMB1=UHF 60 D-Free=UHF 56 Tivuitalia=UHF 33
Locali : CTS Mux=UHF 57 La Sicilia Mux=VHF H1 (Altofonte) Tele Rent=VHF 9
sc96
Messaggi: 2791
Iscritto il: 09/10/2013, 20:43

IPTV Streaming - Ultime Novità

Messaggio da sc96 »

Fonte: https://www.newslinet.com/tv-in-primave ... esistente/

Come aveva anticipato NL (che sul tema insiste da oltre un anno), al convegno “HDFI Innovation Day 2022”, organizzato da HD Forum Italia (HDFI), l’organismo di filiera che riunisce ventisei aziende leader nel settore del broadcasting, dell’audiovisivo e delle telecomunicazioni, tenutosi a Roma nei giorni scorsi, si è parlato di DVB-I. Riscontrando, come ampiamente previsto, un grande interesse della platea. Tanto più che dello standard che consente di coniugare le abitudini del DTT (lista LCN) con le opportunità dell’IP, è stata effettuata una dimostrazione, annunciando una prossima sperimentazione, da parte di Mediaset, dalla primavera 2023 (forse ad aprile), interessando i quattro canali generalisti del gruppo: Canale 5, Rete 4, Italia 1, 20.


Arco LCN 500 al DVB-I

Per farlo potrebbero essere utilizzati i logical channel number disimpegnati con la soppressione dei contenuti SD/Mpeg2, che vanificheranno l’attuale destinazione dei canali 501-599, riservati ai formati HD (tutti i canali saranno tali da fine dicembre 2022). Sul punto, quindi, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dovrà aggiornare il Piano LCN ex Del 116/21/CONS.


Il DVB-I non è la HBBTV


In verità, su cosa sia il DVB-I c’è ancora estrema ignoranza, soprattutto per il fatto che esso viene confuso con la Hybrid Broadcast Broadband Tv, cioè la HBBTV. In realtà, i due standard hanno in comune solo la veicolazione finale su IP, ma per il resto sono completamente diversi.


Gate IP

La HBBTV, per funzionare, necessita infatti di un gate sul DTT, da cui accedere al contenuto streaming. Il DVB-I, invece, è totalmente indipendente dal digitale televisivo terrestre, in quanto viene riconosciuto dal tv/decoder, come un prodotto nativo IP e sottoposto in lista all’utente come tale. Anche se probabilmente la lista sarà unica ed auspicabilmente con LCN univoci, cioè non sovrapponibili per piattaforma.


Vantaggi del DVB-I

I vantaggi del DVB-I, è stato spiegato al convegno, sono la sua bassissima latenza, che addirittura è inferiore a quella del DTT – al punto che per sincronizzarlo con quest’ultimo (in realtà, avvicinarlo a livello temporale, visto che la concidenza è, allo stato, impossibile) il primo va ritardato di circa 3 secondi – e la qualità delle immagini, che possono raggiungere il massimo possibile (compatibilmente con la connessione disponibile).


Back-up

Tra l’altro, previa adozione di apposita funzione da parte dei produttori di tv/decoder, il DVB-I può essere un ottimo back-up del DTT (e viceversa), ovviamente nell’area di servizio coincidente tra le due piattaforme.


Svantaggio del DVB-I

Il problema è che la quasi totalità dei nuovi tv è HBBTV ready, ma nessuno è in grado di ricevere il DVB-I.
Ma Mediaset è fiduciosa che il DVB-I (e non la HBBTV) sia il futuro della tv. Tanto che ha già avviato joint venture con LG, Sony, Philips e Vestel affinché i nuovi tv commercializzati dal 2023 siano compatibili con il DVB-I.


Scommesse

Di diverso avviso altri operatori (come RAI), che ritengono, invece, la HBBTV più funzionale allo stato del mercato. Previa adozione, anche in questo caso, di LCN per l’accesso diretto (cd. jump).
sc96
Messaggi: 2791
Iscritto il: 09/10/2013, 20:43

IPTV Streaming - Ultime Novità

Messaggio da sc96 »

Fonte: https://www.newslinet.com/tv-dopo-refar ... -al-dvb-i/

TV. Dopo refarming, banda 700 MHz poco o nulla utilizzata dalle Telco. E se si puntasse al DVB-I?

Siamo arrivati a fine 2022, sono dunque passati sei mesi del sudato rilascio della banda 700 MHz a favore del 5G. È giunto dunque il momento di fare il punto su queste frequenze, per capire se tutti i problemi che il “refarming” ha causato al settore televisivo erano davvero necessari; quanto meno in tempi cosi ristretti.
Certo, lo Stato ha incassato una cifra spropositata (in parte utilizzata per indennizzare i broadcaster locali che hanno dismesso i diritti d’uso delle frequenze utilizzate prima della naturale scadenza), ma le telco stanno davvero utilizzando questo spettro? E se – senza per ora nulla dire – stessero pensando al DVB-I over 5G, argomento sfiorato nella recente intervista di NL a Marco Pellegrinato di Mediaset, prima in assoluto sul tema?


La banda 700 MHz

Come sappiamo i 700 MHz sono un arco di frequenze utilizzato per servizi televisivi fino dagli anni 60/70: da 694 a 790 MHz, corrispondenti ai canali UHF 49 – 60. Tramite un processo detto refarming (l’equivalente italiano riassegnazione suonava forse troppo sincero) questi ex canali tv erano stati allocati al 5G, sulla base di una direttiva della Conferenza mondiale delle Radiofrequenze WRC 2015/2019.


Cassa

Una occasione ovviamente sposata con entusiasmo dagli stati nazionali che hanno visto la possibilità di batter cassa (formalmente alle telco, ma in definitiva agli utenti finali della telefonia mobile).


La storia

Newslinet si è occupata costantemente di questo processo e chi desidera ripercorrere la vicenda può partire da qui e ripercorrere all’indietro la catena dei link.


Reality check

Cominciamo con ricordare le promesse degli operatori mobili del 2018 (non necessariamente legate ai 700 MHz, ma al 5G in generale): “Le reti 5G consentiranno di ottenere una capacità di download di circa 10-50 Gigabit con una latenza massima di 1 millisecondo per le comunicazioni mobili”.


Test in Francia

Chi scrive, in Francia, rileva oggi in 5G una latenza di 41 ms e una velocita’ di download di 180 Mbps, due ordini di grandezza peggio del promesso.


Finto 5G

Motivo: secondo i tecnici del settore ancora non stiamo utilizzando il vero 5G, visto che si sono implementate soluzioni non stand alone, basate su una core network 4G che utilizza la dynamic spectrum sharing.


Uso

Passiamo all’utilizzo della banda, anche basandoci sui dati raccolti dal Stefano Bolis, esperto da noi intervistato a novembre 2022. Cominciamo con ricordare come solo tre operatori si sono aggiudicati le frequenze a 700 MHz: TIM, Vodafone e Iliad.


Dichiarazioni

Ebbene, a oggi nessuno di questi operatori ha diramato annunci ufficiali rispetto a iniziative, servizi o miglioramento delle performance resi possibili da queste acquisizioni.


Community

In mancanza di comunicazioni ufficiali serve ricorrere al crowd sourcing delle informazioni. Una delle fonti migliori è la community lteitaly.it, che pubblica mappe aggiornate con una quantità sorprendente di dati relativi al territorio italiano.


Iliad

Iliad, la società fondata da Xavier Niel sorella della francese Freemobile è stata fin’ora la più attiva: ha infatti acceso, a macchia di leopardo ma a livello nazionale, una serie di BTS utilizzando la tecnologia Dynamic Spectrum Sharing.


Vodafone

Vodafone invece utilizza i megahertz assegnati in modo limitato ed esclusivamente per il 4G. In particolare il numero di BTS attive anche in banda 28 (i famosi 700 MHz) rappresenta solo il 2% del totale.


TIM

Per quanto riguarda TIM nessuno ha rilevato attivazioni, dunque, per dirla con il molto british Bolis, “è lecito pensare che la società sia in attesa di capire come sfruttare al meglio queste frequenze“.

https://www.newslinet.com/wp-content/up ... iusura.jpg


DVB-I

TIM avrebbe speso oltre 680.000.000 euro per stare ferma e cercare di capire?
E se stessero pensando al DVB-I? Si tratta ovviamente solo di una nostra ipotesi e l’idea ci è venuta proprio dopo l‘intervista all’ing. Pellegrinato di Mediaset.


Reti diverse dalle attuali

In questa viene affermato che “L’avvento del DVB-I rappresenta una perfetta soluzione di continuità standardizzata e aperta, per la fornitura di servizi di televisione lineare”, ma anche che per il DVB-I “servono reti diverse dalle attuali, progettate con tecnologie e requisiti diversi da quelli attuali, per garantire una qualità e continuità di servizio analoghi al broadcast tradizionale via etere. Serve una rete IP unica per il broadcasting. Non importa chi la realizzerà. Il DVB-I è solo il punto di partenza, la rete quello di arrivo.”


DVB-I over 5G ?

La prima nostra reazione è stata di meraviglia: chi dovrebbe realizzare “una rete IP diversa dalla attuale” che garantisca “bassissima latenza” ? E perché mai dovrebbe farlo?
L’ipotesi dunque che questa possa essere proprio la banda 700 MHz utilizzata non più in DVB-T ma (anche) in DVB-I.


Analisi critica

Gli elementi tecnici ci sarebbero, considerato che i requirements per il DVB-I su 5G comprendono”support different Rel-16-based 5G operation modes, namely 5G Broadcast, unicast-based 5G Media Streaming, concurrent delivery of the same service over both modes“.


Risparmio

Quanto a quelli economici, i broadcaster potrebbero risparmiare, eliminando i costi della propria rete di diffusione e sostituendoli con un fee da pagare alle telco per il trasporto dei loro programmi.


No comment

Abbiamo cercato di validare la nostra ipotesi direttamente rivolgendoci a Mediaset per un follow-up all’intervista a Pellegrinato. Ma, al momento, il gruppo ci ha risposto che preferisce non rilasciare approfondimenti, almeno fino all’avvio dell’annunciata sperimentazione.
Rispondi